Roma
6 giugno 2002
Savigno
firma il protocollo del Ministero dei Beni Culturali per il
riconoscimento nazionale quale“città dei sapori”
Savigno ed
altre quattordici città italiane ottengono il riconoscimento
ministeriale di “ città italiane dei sapori” e firmano il
protocollo di intesa “ cultura turismo e cibo nei secoli”
Roma,
presso il
solenne Salone del Consiglio del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, alla presenza del Ministro Urbani,
del Sottosegretario Bono,
dei Direttori Generali, del presidente
Nazionale dell’ENIT (Ente Nazionale per il Turismo), dei tre
Presidi delle Facoltà Universitarie di Perugia (Agraria,
Economia e Lettere), di numerosissimi
giornalisti accreditati (italiani ed esteri), dei Sindaci delle quattordici città Nazionali dei Sapori, hanno
ottenuto in forma ufficiale il titolo di “Città Italiane dei
Sapori” e firmato il protocollo di intesa “cultura
turismo e cibo nei secoli”.
Le
città dei sapori rappresentano da questo momento per il Ministero
dei Beni Culturali importanti “presidi storici” sia per i propri
prodotti (che vanno dal
“pomodoro di Pachino” al “prosciutto di San Danile” dalle
norcinerie Umbre, al “cioccolato di Modica” dal “formaggio di
fossa di Sogliano in Rubicone”, al culatello di zibello, alla
mozzarella di Paestum, alle mandorle di Avola, dall’olio di Trevi
al vino di Montefalco comprendendo naturalmente “tartufo
bianco pregiato di Savigno”) sia per l’area territoriale da
esse rappresentate.
Il
Ministro Urbani ed il
Sottosegretario Bono
hanno infatti ripreso i temi dell’iniziativa, ritenendola una
diretta emanazione del ministero stesso che ha fornito la sede presso
il Ministero dei Beni Culturali, dichiarando che “L’Associazione
Città dei Sapori è una Associazione che unisce cultura, turismo ed
economia sotto il segno della gastronomia tipica e con l’obiettivo
di valorizzare prodotti e territori italiani anche all’estero,con
il diretto coinvolgimento dei privati”.
Forte
l’impegno e le dichiarazioni dei Sindaci che hanno ribadito il
loro impegno e sottoscritto l’accordo di programma ed il piano
operativo per l’anno 2002 “per la promozione del turismo e delle
produzioni tradizionali e specifiche dei territori attraverso
l’incremento e la diffusione organizzata della cultura culinaria
locale”.
Importanti
gli impegni dei prossimi mesi che vedranno queste città, tra cui Savigno
impegnate in un programma intenso di promozione in italia ed Estero:
Si
inizia infatti gia a fine Giugno con la presenza alla Fiera
Internazionale di Birminghan in Inghilterra, per ritrovarsi poi a
Pachino in Sicila per gli incontri Internazionali delle culture del
Mediterraneo, sposandosi poi a Brisbidale in Australia per
l’incontro delle culture dei due mondi, successivamente a Roma per
le Feste Internazionali di castel Sant’Angelo e, infine a San
Paolo in Brasile per la mostra Internazionale delle culture.
Marcata
sarà anche la presenza di
Savigno che dell’idea di “fare del prodotto tipico locale un
prodotto della cultura culinaria e, quindi a tutti gli effetti un bene culturale degno di salvaguardia e promozione” ha da anni
costruito le sue azioni.
Su
questo tema si attiverà altresì una specifica ricerca (con
l’individuazione anche di un possibile master di ricerca)
coordinata dalle tre facoltà Universitarie di Perugina:
Linguistica, Agraria, Economia e Commercio.
Questa
azione condotta da Savigno è in grado di lanciare Savigno ed il suo
tartufo, ma anche tutta la Valle del Samoggia ed i suoi prodotti a
livello di vero e proprio Parco
Culturale Enogastronomico della Valle del Samoggia”; con
questo impegno” – ha ribadito il sindaco di Savigno Roberto
Tedeschi – “intendiamo portare l’ economia della Valle del
Samoggia, tramite il prodotto di punta accreditato (tartufo) a
livelli di sviluppo internazionali”.
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