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In occasione dell’Expo Montagna – Valore Appennino –
che si è tenuta in p.zza Maggiore a Bologna
i giorni 12 e 13 Ottobre
L’Assessore
Roberto Tedeschi ha presentato una comunicazione Ufficiale,
trasformata in Ordine del Giorno, al Ministero dei Beni Culturali
(on. URBANI) – in occasione dell’Incontro Nazionale delle
“Città dei Sapori” (ROMA: 30/09/02) sul tema
RISPETTO
DEI PRODOTTI E DELLE LORO STAGIONI
I
progetti che tendono
a promuove la qualità come “Le Città dei Sapori” e nel caso
della Valle del Samoggia il “Mercato delle Cose Buone” non
possono tralasciare un’importante considerazione:
qualità
deve significare, “prodotto
buono e fresco”.
Un prodotto
buono è un prodotto ottenuto seguendo un percorso attento
alla genuinità, dalla scelta del seme e del contesto di
produzione alle fasi di lavorazione, di trattamento (ove
necessario), di raccolta e proposta al consumatore.
Un prodotto fresco
è un prodotto locale e di stagione, vale a dire raccolto e
consumato nel suo naturale territorio d’origine e in un periodo
dell’anno che è il migliore per l’esaltazione delle sue
caratteristiche e proprietà.
Le
conseguenze di questa valutazioni ricadono
fortemente su chi decide di acquistare.
E’ evidente che gli Enti Locali Italiani delle Città dei
Sapori, che oggi rappresento, e, ad esempio l’esperienza del
Mercato delle Cose Buone della valle del Samoggia”, sono
fortemente orientate a garantire queste condizioni ed opportunità
di offerta dei prodotti ai consumatori.
Per
questo motivo, forte dell’esperienza attuata nella valle del
Samoggia, con il “Mercato delle Cose Buone” sono lieto di
richiedere una “Certificazione di Stagionalizzazione” a tutela
dei consumatori e della qualità dei prodotti richiedendo altresì
una “campagna nazionale” tesa ad informare coloro che
acquistano del profondo legame tra l’agricoltura e il tempo, tra
i prodotti e le stagioni.
Solo
ad esempio e seguendo gli appuntamenti del Mercato, posso
percorrere l’avvicendarsi dei prodotti che potremo acquistare
nella valle del Samoggia:
…IL
MONDO DELLA FRUTTA…
Dai
primi appuntamenti fino alla piena estate sono protagoniste le
fragole, le pesche, le ciliegie (queste ultime con le loro varietà
Bigarro, Moretta, Durone, Anellone), e qualche precoce albicocca
delle varietà Aurora e Ninfa, a cui seguono le imolesi: Precoce,
Bella e Reale. Più tardive le susine, acquistabili fin quasi al
termine del mese di luglio, con le varietà della zona Ruth, Amola,
Sangue del Drago, Goccia d’Oro, Stanley, President,
Californiana.
L’arrivo
dell’estate ha portato anche dolcissimi fichi e gustosi lamponi,
mentre la tarda stagione estiva si è popolata di vigneti
ricchissimi in uve da tavola, con le più comuni varietà Saslà e
Angela, e uve da vino. Questo prodotto della fermentazione, oltre
che del lavoro dell’uomo, meriterebbe una dissertazione
più ampia e una maggiore attenzione. In questa sede ricordiamo i
vini dei nostri produttori, dai più vivaci ai più delicati, dai
fermi barricati ai frizzanti: Barbera, Cabernet-Sauvignon,
Pignoletto, Chardonnay, Moscato, Riesling, Albana, Trebbiano e
qualche buon Passito: da fine Agosto a Ottobre dominano la
raccolta e la vendemmia, con un lieve anticipo dei bianchi sui
rossi.
L’autunno
ci porta anche pere, nocciole, mele, noci, castagne, marroni,
melograni, cachi e naturalmente Tartufo Bianco pregiato….…
…
E QUELLO DEGLI ORTAGGI…
Il
mondo degli ortaggi si caratterizza per una scalarità meno
accentuata. Eccezione fatta per le carote, che sono presenti in
ogni stagione, troviamo scalogno e porri fin dal mese di maggio.
Da giugno, insalate e radicchi, finocchi e melanzane, pomodori,
zucchine e sparute varietà di cavolo colorano le nostre tavole ed
esaltano i nostri palati; a questi si aggiungono, poche settimane
dopo, peperoni e fagiolini, fagioli, patate novelle, patate
Primura, Monalisa, Desiré, Imola, , aglio e cipolle.
In ultimo arrivano le magiche zucche, i cardi, i broccoli e le
rape, i gustosi carciofi Violetti Toscani e Santa Lucia.
I nostri agricoltori non tralasciano la produzione di cereali e
farine a cavallo della stagione estiva, ed erbe aromatiche,
abbondanti dalla primavera all’autunno inoltrato.
…
E POI IL MIELE…
la
dolce produzione del miele segue le variegate fioriture della
vallata, per deliziarci con le varietà più diverse, dalla sulla
alla robinia, dal millefiori al castagno, dal tiglio alle melate.
… e poi ci sono i prodotti dell’allevamento, per i quali
l’influenza delle stagioni ha conseguenze, a volte, meno
limitanti, e infine gli artigiani, anch’essi nobili produttori
“naturali”.
Questo
breve esempio di calendario
del prodotto locale e tipico termina qui, lasciando
alla natura l’ovvia ed indiscussa padronanza dei suoi ritmi, ma
sono certo che chi vorrà acquistare, se avrà la possibilità di
conoscere il profondo e rigoroso legame tra il tempo e la terra,
potrà ridefinire con gusto e consapevolezza il proprio rapporto
qualitativo con i prodotti della natura.
Chiedo che le Città Nazionali dei Sapori
facciano proprio questo impegno e mi impegno affinché un primo
esempio di questa azione venga presentato Ufficialmente nel corso
di una manifestazione Regionale (Expo Montagna Provincia di
Bologna) nei suoi termini reali di realizzazione.
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Questa
comunicazione è stata accettata da tutte le Città presenti e
fatta oggetto di un ipotesi di studio da parte del Ministero dei
beni Culturali che con la qualità dei prodotti intende tutelare
la qualità della cultura e delle tradizioni.
Il
mercato delle Cose Buone della valle del Samoggia ed i suoi
produttori saranno pertanto presenti all’Expo di Bologna anche
con queste profonde convinzioni e con la volontà di incidere in
termini qualitativi sul rapporto produzione-consumo.
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