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il Territorio

il Territorio

Savigno conta circa 2.500 abitanti ed è il capoluogo di un vasto territorio dell’Appennino bolognese occidentale, a ridosso della provincia modenese.
Si sviluppa nella prima parte del torrente Samoggia, correndo lungo i crinali che la dividono da quella del torrente Lavino.
Un territorio fatto di monti, valli e boschi ricco di opportunità ambientali e naturalistiche, con una buona rete di sentieri segnalati per il trekking ed il cicloturismo.
Numerose sono poi le pievi, gli oratori e gli antichi mulini che soddisfano la curiosità del turista in cerca di storia. Le colture, prevalentemente foraggere, si alternano a boschi e a calanchi. In questo territorio si trova anche una tradizione segnata dalle attività di boscaioli, allevatori di cavalli e cercatori di funghi.
E proprio il tartufo, che qui trova terreni e climi adatti, è il prodotto che caratterizza maggiormente Savigno, unanimemente considerata la capitale regionale di questo prelibato frutto dei boschi. Il “Bianco Pregiato dei Colli Bolognesi”, molto diffuso da queste parti, ha valso a Savigno il titolo di Città del Tartufo”, riconosciuta a livello nazionale.
Inoltre a Savigno, è stato riconosciuto, in forma ufficiale, il prestigioso riconoscimento di  “Città Italiana dei Sapori”.
Tutto, in questo paese, ruota attorno al tartufo e alla sua rinomata sagra, fonte di redito per i residenti e forte richiamo per i turisti.


Numerosi sono i ristoranti che propongono il prodotto nelle sue infinite versioni culinarie ed i negozi che lo vendono, accanto agli altri prodotti tipici della zona e della Strada: salumi artigianali, formaggi e “crescentine”.


Il Comune e le sue frazioni

 

Agli edifici militari sono sopravvissute alcune chiese e diverse case-torri, abitazioni fortificate sorte attorno al ‘400 ma modificate nel corso del tempo.

Nella piazza del capoluogo del capoluogo si trova l’antica chiesa-oratorio di S. Matteo, edificata nel 1683 e recentemente restaurata; nella frazione Samoggia la pieve di S.Giorgio, del 1815, con un altare sette-ottocentesco; poco distante sorge il santuario della Beata Vergine del pruno, costruito nel XV secolo e restaurato tra i secoli XVII e XVIII.

Nella frazione di Merlano, la parrocchiale di S. Maria Assunta, di fondazione medievale, restaurata nel ‘700 e quasi rifatta nel 1870, conserva all’interno alcuni busti in terracotta del ‘600 e una cassa d’organo cinquecentesca.
A Rodiano si trovano il Borghetto Serra e la casa “Il Rio”, oltre il santuario della Beata Vergine di Croce Martina, detta anche Madonna di Rodiano. Quest’ultima ebbe origine dalla devozione per un’immaine affrescata su un pilastro presso un incrocio detto “Croce Martina”, e fu costruita nel 1644 della famiglia Lanzarini; nel 1898 gli fu affiancato un campanile e, nel 1912, anteposto un loggiato.
A Vedegheto, sita nella Valle della Venola (affluente del Reno) è particolarmente ricca di torri e di case antiche e conserva anche l’unico  mulino ad acqua  ancora funzionante della zona, detto “Rovine”.
Per la natura del territorio, percorso da rivoli e torrenti di buona portata e pendenza, Savigno era infatti un tempo ricca di mulini; alcuni, anche se non più in funzione, sono visitabili lungo un itinerario che collega il Mulino del Notaro, il Molino del Dottore, il Mulino del Cozzo di Sotto e Segaticcio.

 


    
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08 - 08 - 2002


data ultimo aggiornamento 25/01/2008 09.53